chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

martedì 10 gennaio 2012

A volte ritorno

Narrare costa. Specie se si narra emozionandosi, senza paludarsi di vesti ufficiali, mettendosi in gioco e accettando che gli altri ci vedano diversamente da come vorremmo.
I primi che non sempre ci vedono come siamo sono proprio i nostri figli se siamo genitori, i nostri ragazzi se siamo insegnanti, i nostri giovani se siamo adulti. E non è un piccolo particolare.
Per anni ci è stato detto che anche l'insegnante è un professionista, che deve usare tecniche di insegnamento, che deve razionalizzare i suoi strumenti, e potremmo lungamente elencare altri ragionevoli e buoni motivi per cui il nostro dovrebbe essere un lavoro come tanti, eppure molti di noi sanno di non aver scelto questa professione dopo una lunga e lucida analisi del mercato del lavoro.
E allora a me è sembrato, leggendo il post di Gianni Marconato, che una risposta su com'è il "bravo prof", si debba cercare  anche frugando a ritroso come dire... spudoratamente.
E con queste parole, tanto per esser coerente, ho cercato di spiegare il senso del mio post precedente, andando a ritroso.
E’ giusto cercare di guardare avanti, di vedere lontano, di prepararsi al futuro. Ma volte si deve esser disposti camminare all’indietro, la vita vera è fatta anche di ritorni, ed io, spesso, ritorno.
Questa volta sono ritornata in un luogo ancora famigliare, sono rientrata nel ning Lascuola che funziona con uno scopo che considero utile: raccontare. 

Narrare è possibile. E qualcuno deve pur farlo.


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