chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

venerdì 13 gennaio 2012

Narrare è bello

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I Blog hanno almeno il merito di aver dato impulso alla scrittura. Sarebbe interessante e probabilmente utile che le persone che scrivono diventassero sempre di più. Scrivere è comunicare senza perdere le nostre parole.
Da narratrice artigiana ma appassionata, ostinata e ormai di lungo corso direi che chi si accinge a narrare può incontrare alcuni particolari momenti di difficoltà e provo ad elencarne qualcuno per vedere se sia possibile razionalizzare:
A) non c’è solo un modo di narrare ragion per cui (e qui contraddico impunemente, spero, tanto strutturalismo) immaginare schemi, strutture, modelli a cui adeguarsi a volte non solo non facilita, ma impedisce la narrazione
B)  per narrare è importante prima ascoltarsi (se non ci ascoltiamo noi come possiamo immaginare l’ascolto di altri?)
C) per narrare è bello (uso volutamente questo aggettivo) immaginare un interlocutore; in questo caso possiamo sia scegliere un interlocutore da “convincere”, o con cui “condividere” perché già sappiamo di essere in sintonia, da”sorprendere”, da far “sorridere” o commuovere; e potremmo dirne tante altre.
D) se qualcuno esita a narrare ha certamente i suoi buoni motivi; uno di questi è la scuola che ci ha condizionato mettendo troppi paletti quando abbiamo iniziato a comporre i primi pensieri, temi ecc
D.1) motivo di più per contestare il nostro passato condizionato!  Se ci accorgiamo che questo è un motivo di scontentezza allora ribelliamoci perchè scrivere è bello, lasciamo da parte tutto ciò che ci pesa: (fossero pure ortografia, sintassi nonchè tutte le cose che possiamo sistemare dopo).
D.2) Partiamo leggeri e senza altro bagaglio delle parole.
E) Non esiste una scrittura che nasca perfetta; Beppe Fenoglio, un enorme narratore, diceva che “la sua pagina più spensierata” usciva da lunghi rifacimenti (non ho sotto mano la citazione completa e vado a memoria, semmai integrerò appena possibile). Lui stesso disse che scrivere era come torturare il cervello con gli spilli. E qualcun altro (Pirandello) parla di “stanza della tortura”. Dunque perchè preoccuparsi mangiucchiando la matita… ops la tastiera?
F) Gli attuali narratori di successo sono super-assistiti e tutorati da editor professionisti; io, che spudoratamente mi considero una narratrice :) )) certo non sono una da successo editoriale in libreria, infatti mi autopubblico e me ne infischio: scrivo perciò a modo mio, ma divertendomi pazzamente. E concludo citando-parafrasando Jannacci
- Scrivo anch’io? -
- sì tu sì! -
- Ma perché !? -
- Perchè sì! -

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