chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

mercoledì 25 gennaio 2012

Insegnanti e Genitori : reciproca diffidenza?


insieme?
I genitori hanno fiducia negli insegnanti?
E, mi chiedo: il bravo prof deve avere, tra le sue qualità, quella di avere a cuore il rapporto con i genitori?
Ne parlavo con alcuni insegnanti del network La scuola che funziona.
Questa scelta richiede "coraggio"?
Non è piuttosto una scelta razionale?
Oppure il bravo insegnante ritiene che costruire con i genitori un rapporto di collaborazione sia necessario e migliori, in tempi medi o anche lunghi l'efficacia e la qualità della sua azione professionale?
E' vero, ammettiamolo: quella del ricevimento generale genitori non è, di solito, la miglior giornata dell'Anno Scolastico per i docenti.
 A volte ci si va, inutile nasconderlo, obtorto collo...
Ma è anche vero che molti dei genitori vengono ai colloqui come dal dentista (però gratis, e vorrei pure vedere!).
(Posso dire che non piaceva nemmeno alla mia mamma andare a parlare coi miei prof ? )
Ci sono reali difficoltà, e certamente  alle superiori la situazione è diversa rispetto agli altri gradi di istruzione; ma ipotizzo sia diversa anche per altri motivi: se  tra insegnanti e genitori non si instaura una attività di convinta co-educazione (non so se mi esprimo tecnicamente con parole adatte, ma non sono mai stata una brava tecno-didattica :)) )  fin dai primi anni non è forse più difficile "ricucire" alle superiori?
Stiamo usando questo aggettivo "bravo"  per comodità credo, ma si può sempre trovarne uno diverso o di impatto più soft. A me, lo dico tranquillamente, va bene anche questo.
Quando sono in rete leggo molti blog e, soprattutto in fB, tantissimi interventi di insegnanti o di gruppi di insegnanti. A me non sembra che ci sia tutta questa sensibilità verso il problema; invece il gioco del vittimismo, e non voglio davvero generalizzare perché ci sono anche casi diversi,  va alla grande.
Peccato davvero...
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