chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

venerdì 4 gennaio 2008

Nota cellulare intransigente su musica e poesia

Si legge e si ascolta di tutto. E va bene così. Vi sono sollecitazioni, stimoli, blandizie, ammiccamenti, lusinghe che possiamo ammettere o sopportare evitando di sprecare cannonate per le mosche; vi sono anche commozioni facili, che agilmente trascinano ed entusiasmano e fanno dire: bella musica, grande poesia.
Allora mi permetto di dire una cosa che penso da tanto tempo, ma mi va di dire oggi perchè inizia un nuovo anno. La musica grande e vera, così come la poesia grande e vera possono permettersi qualsiasi argomento, possono incoronare la trasgressione, possono sfidare le regole e il gusto tradizionale.
Ma la lacrimuccia sentimentale no; la trivialità buffonesca no; il risciacquamento gastro-intestinale no; il relativismo pseudo artistico no; la mercificazione del reciproco consensuale apprezzamento no; hanno altre mete e non devono essere deviate da quelle.
Un esempio? Hanno mandato su Mtv poco fa un vecchio un concerto dei Queen: alla fine Freddie Mercury compariva con la corona regale, paludato di velluto ed ermellino e con un lungo mantello-velo bianco: trash? trasgressione? kitsch? eccesso? esibizionismo? Forse un mix tutto questo: però fino ad una frazione di secondo prima grandissima musica, ritmo, voce, intonazione, invenzione. E allora si deve accettare che l'artista giochi anche con il travestimento della corona e l’inno della regina.

Ma i liberi-belati della pseudo musica e della pseudo poesia non chiamiamoli arte. Nessuna corona per loro.
La tv? L'ho spenta


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