chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

martedì 22 gennaio 2008

Un contributo del blogger FRANKRAMSEY

Frank Ramsey, matematico
Questa non è una pagina di analisi politica. Faccio solo delle osservazioni sulla situazione economica nazionale ed internazionale.
La crisi delle banche americane che offrivano mutui immobiliari senza una adeguate garanzia di rimborso ha determinato una perdita del sistema bancario internazionale molto consistente per cui si è ridotta la capacità di offrire alla clientela finanziamenti di qualsiasi genere. Si tratta cioè di una contrazione della capacità di credito oggettiva. A questa si aggiunge, come sempre accade dopo un periodo di euforia finanziaria, una stretta sulle condizioni per fare nuovo credito con una conseguente riduzione soggettiva del credito.
Le banche sono tra loro intimamente interconnesse per cui la contrazione della capacità di credito sul mercato americano determina una contrazione per tutte le banche del mondo. Questa riduzione può essere più o meno forte, ma è certa. Allo stato attuale la libertà con cui si muovono i capitali ha impedito di fare la somma delle perdite e stabilire a quanto ammonta la perdita totale in ambito mondiale.
Questo è un problema serio, ma non è il solo. Il rastrellamento di risorse da parte degli Stati Uniti per condurre le guerre in Irak ed Afganistan e le necessità di finanziare le spedizioni in appoggio degli USA da parte degli alleati NATO ha creato una naturale riduzione delle risorse da destinare al credito.
La guerra, come è sempre stato, ha determinato una tendenza inflattiva in quanto utilizza risorse solo per attività distruttive e non di reddito (almeno finché la guerra non consenta un rientro dell'investimento per razzie o prelievo di risorse dai vinti).
Questa inflazione che si è sviluppata negli Stati Uniti è stata interpretata dal Presidente della FED come un pericolo per la stabilità monetaria da contrastare con un aumento dei tassi di interesse americani che a loro volta hanno trascinato i tassi di tutto il mondo al rialzo.
Pertanto oltre alla contrazione delle disponibilità del credito si è è avuto un aumento del costo del denaro con ulteriore riduzione della possibilità da parte degli operatori di accedere a capitali di prestito.
Non faccio questa analisi per esaminare le cause della recessione in atto, ma per comunicare che ci sono per noi europei degli strumenti per riprendere il cammino dello sviluppo economico e rendere migliore la vita dei nostri concittadini.
Nel 2006 la Comunità Europea ha costituito un formidabile strumento di sviluppo economico per gli operatori economici delle micro imprese e delle piccole e medie imprese.
Si tratta di una partecipazione al capitale di rischio delle imprese che fanno investimenti di circa il 25% del programma di spesa, un fondo di garanzia sui prestiti con fondi della Banca Europea degli Investimenti per un totale di 11 miliardi di euro da erogare tra il 2007 ed il 2013. Poiché la Banca Europea per gli Investimenti finanzia il 50% dei programmi di spesa questa è una ulteriore provvista finanziaria utilizzabile e considerando che le imprese devono apportare solo il 25% del costo del progetto si sono predisposti, senza problemi di carenza di provvista di fondi, finanziamenti alle piccole e medie imprese per oltre 35 miliardi di euro in 7 anni.
Il problema è che questi fondi in Italia devono essere gestiti dalle Regioni e solo la Lombardia ha sottoscritto la convenzione con la Comunità Europea. Altre Regioni ci stanno lavorando. Altre ancora la ignorano.
Ma i fondi europei se non vengono da noi utilizzati vengono presi da altri stati europei che li richiedono e noi li perdiamo.
Ricordiamo che la legge 488 per lo sviluppo economico con fondi comunitari fu approvata nel 1992 e il primo utilizzo fu nel 1996. Se le Regioni opereranno con i tempi dello Stato, è sicuro che perderemo quasi tutti questi fondi per lo sviluppo economico.
L'occasione è buona in quanto in questo inverno della recessione si devono effetture quegli investimenti che alla primavera della ripresa determineranno uno sviluppo economico consistente e tale da far riprendere alla maggior parte degli italiani la strada della fiducia nel futuro.
Tutto dipende dagli organismi burocratici delle Regioni che devono sottoscrivere una convenzione e definire l'organismo finanziario che farà le istruttorie per l'accesso a questi fondi.
Se perdiamo questa occasione non potremo che confermare il giudizio del Financial Times che siamo il paese peggio governato d'Europa.
Spero proprio che quella sia un infelice giudizio di un concorrente economico e non l'iscrizione sulla pietra tombale della nostra economia.
Un motivo di pessimismo mi è dato dal racconto di un dirigente in pensione (da più di 20 anni) di una primaria banca italiana che si era recato dall'allora Presidente della Campania per illustrargli la possibilità di fornirgli i finanziamenti della Banca Europea degli Investimenti per finanziare la parte non coperta dai fondi strutturali comunitari per i progetti dello smaltimento dei rifiuti. I progetti finanziati dalla Comunità europea erano di 13 inceneritori, numerose discariche, sistemi di raccolta differenziata e così via. Un programma simile a quello (realizzato) dalla Lombardia.
La burocrazia regionale fece scadere i fondi comunitari che non vennero più riproposti dalla UE. E adesso la Campania si trova in questa situazione.
Speriamo che sia un esempio che non verrà più seguito.
N.B. : il fondo di garanzia è un fondo che in caso di insolvenza del debitore rimborsa la banca creditrice di capitale e interessi per un importo variabile dal 50% al 100% della perdita.
Permette ad imprenditori che non abbiano garanzie adeguate per la banca di accedere al credito.


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