chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

giovedì 1 maggio 2008

I MAGGIO - FESTA DEL LAVORO

I MAGGIO 2008 : TUTTI IN PIAZZA -
MA IL PROBLEMA DEL LAVORO NON E' AL 1° POSTO

Ci sono tanti modi per avvilire una festa importante come quella del I Maggio.
E uno è certamente quella del concerto sulla Piazza S. Giovanni a Roma.
Il cosiddetto concertone.
Niente contro la musica.
E’ che, temo, non mancheranno neanche questa volta i predicatori dilettanti, i cantanti profetici, i presentatori affabulanti, i vip finto-straccione che spanderanno parole finto-democratiche e poi se ne torneranno al loro solito lusso da sfigati di successo (pippa tu che pippo anch’io).
Per tutto il tempo qualche presentatore tv di cui non voglio nemmeno sapere il nome strillerà, urlerà andrà in euforia assegnando a piene mani complimenti e esclamazioni sperticati del genere: “Grande”, “Eccezionale!”, “Straordinaria emozione” e, peggio di tutti, “Da brivido lungo la schiena”. (anche perché dove altro dovrebbero correre i brividi? Sui denti? Sul polpaccio? Sul capello artificiale, sul seno al silicone o sullo zigomo rifatto?)
Insomma il I Maggio è una festa troppo importante e che dovrebbe rivendicare e ricordare il lavoro e il lavoratore per essere trasformata nell’ennesimo evento taroccato per tale.
Invece San Giovanni sarà nuovamente devastata da schifezze e rifiuti, da fumo e pasticche, da tanta pessima musica e da altrettanta stupidità.
Non consola pensare che anche questa passerà.
Perché non passerà senza far danno e senza dare, ai giovani, il cattivo esempio di avvizzite rockstar che si vestono da pischelli, da opinioniste e opinionisti repellenti e da comici di risulta (giuro non so chi ci va, ma tanto non cambia) in cerca di visibilità.
Speriamo che questa presunta festa decada presto.
Sarebbe assai meglio che i sindacati smettessero di fare giochi di ruolo virtuale e tornassero sui temi vitali per i lavoratori veri e si mettessero, anche loro, a faticare.
Senza pop star, senza sponsor, senza ammiccamenti, senza poltrone di potere. Solo in difesa dei del lavoro che sia restituito alla sua dignità, al suo valore intrinseco per la costruzione del futuro della nostra società e delle nostre famiglie.
Per ricominciare a chiamare lavoro solo quello che davvero merita questo nome.
Evviva il I Maggio del Lavoro. "POSSIBILMENTE CON UN FIORE..." (B.C.)
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