chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

mercoledì 14 maggio 2008

S O S ALLARME PER I BAMBINI: difendiamoli sempre!




Il tentato rapimendo di una neonata a Napoli riaccende il caso della scomparsa di DENISE PIPITONE




A quanto pare siamo un popolo di mitomani suggestionabili, e di questa sindrome sono vittime soprattutto le mamme di bambini rapiti, o di cui si è tentato il rapimento. Non ci sono parole per commentare le affermazioni espresse ieri sera, a Chi l'ha visto, dal presidente dell’opera Nomadi, Massimo Converso, che ha sostenuto questa tesi incredibile. Dunque a Napoli c’è un covo di odio razziale e non è vero che una rom abbia tentato di rapire una neonata, ma un gruppo di belve scatenate ha tentato il linciaggio di un’innocente. Dunque i rom non delinquono, ma si trincerano dietro una presunzione di innocenza. La rom in questione, che era già nota alla polizia, già arrestata e fuggita dalla comunità a cui era stata affidata, per furto, il 26 aprile, è stata ora condotta al Centro di prima accoglienza di Poggioreale, e il suo fermo è stato oggi confermato. Forse la polizia scambia lucciole per lanterne? E quale interesse avrebbe una mamma a simulare un rapimento?
Ma tutto questo non è importante per l’Opera Nomadi, che vive di finanziamenti statali, ed è mantenuta con le tasse del popolo italiano.
Ma il momento più assurdo della serata è stato l’attacco dello stesso Converso contro la mamma di Denise Pipitone, che insisteva a chiedere la collaborazione dei rom per rompere il muro di silenzio sulla scomparsa della sua bambina. Nessuno dei presenti, nemmeno l’algida Federica Sciarelli, ha avuto un moto di solidarietà nei confronti di Piera Maggio, la mamma di Denise(clicca qui il sito : www.cerchiamodenise.it/) Si è badato solo a mantenere una sorta di equidistanza, un’inopportuna e inutile par condicio.
Chi ha seguito la trasmissione non ha potuto non chiedersi: perché? Se è vero che i rom non rapiscono i bambini allora perché vengono sorpresi con neonati e bambini, non loro, in braccio mentre li strappano dal seggiolone, dalla carrozzina, dalle loro case? E se è vero che i rom non possono fare nulla per ritrovare Denise perché negare l’evidenza, e cioè che una creatura molto simile a Denise è stata filmata (e da una guardia giurata insospettita) in compagnia di rom? Se è vero che non sono implicati e se non possono nulla è forse un buon motivo per negare attenzione e solidarietà a una mamma che cerca sua figlia? L’Opera nomadi si rende responsabile di un atteggiamento di indifferenza. Almeno questo sarà ammesso.
In realtà noi non siamo un popolo di mitomani e di mamme suggestionabili.
Siamo persone che vogliono e devono costruire intorno ai bambini una barriera di legalità, di leggi, di protezione.
I bambini sono una priorità su tutto, anche, piaccia o non piaccia, sui rom e i loro protettori d’ufficio i quali dovrebbero, semmai, denunciare i casi sotto gli occhi di tutti: bambini mendicanti, bambini sfruttati ai semafori, bambini cui si insegna a rubare (o sono massacrati di botte).
E’ quasi una bambina anche la giovane rumena quindicenne stuprata e selvaggiamente picchiata, proprio oggi, da sette suoi connazionali che l’avviavano alla prostituzione.
Quindici anni: tempo di scuola e di risate per lei.
Sei mesi: tempo di latte e di ninne-nanne d’amore per la piccolina di Napoli.
QUATTRO ANNI di dolore per la scomparsa di DENISE.
Per ora non c’è altro da dire.
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