chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

martedì 7 dicembre 2010

Che la protesta inizi, perché NUNTEREGGAEPIÙ.



In un società evoluta e civile e tecnologicamente avanzata, avendo ormai spenta ogni e qualunque velleità di conoscenza, in considerazione che conoscere richiede tempo e tempo non ce n’è, ci si è organizzati anche per spegnere ogni e qualunque velleità di tipo deregolamentato per creare una ordinata e costruttiva dinamica sociale politicamente corretta.
Talchè, Signora mia, anche per decidere cosa indossare o quando fare il bucato si fa un patto di stabilità con il meteo tv o con le fasce orarie dell’Ente erogatore dell’energia elettrica (che a Roma è la vecchia Acea), se e quando si vuole fare un viaggio si fa programmare il tutto compreso ad un’Agenzia e pure per sapere se si è davvero innamorati (o cornuti) si chiede alle cartomanti televisive che forniscono anche una serie di servizi aggiuntivi niente male (pietre, numeri, pratiche igieniche, sacchetti di sale eccetera eccetera).
In questa società evoluta e civile, esistono altre virtuose pratiche comunicative; il sindaco di Roma dice che apprezza Che Guevara (che se si rigira nella tomba sono cavoli suoi) gli agnelli pascolano con le volpi (vedi le recenti presunzioni di alleanze politiche) e i lupi si fanno gli affari loro oppure non esistono più.
Ma c’è di meglio: infatti tout va très bien. La dimostrazione?
Eccola: i ben pensanti o ben viventi e amanti della convivenza pacificata possono prepararsi tranquillamente al Santo Natale mescolando ai pastori del presepio le figurine di qualche boss o delinquente comune e mettere a reggere il mantello dei Re Magi Putin-Berlusconi-Merkel o sistemare Alessia Marcuzzi&Facchinetti a far capolino dietro San Giuseppe per ricordargli cos’è l’amore vero.
In un presepio politicamente corretto ci sta pure questo, mica siamo razzisti o moralisti.
E non basta, Signora mia. Siamo proprio fortunati.
In un società evoluta e civile e tecnologicamente avanzata non abbiamo più bisogno di informazioni, di notizie e di impegno giornalistico morbosamente curioso.
Allo scopo si tappano graziosamente anche i buchi delle serrature magnetiche: infatti un igienico mandato di cattura provvederà con lo zelo necessario a far cambiare direzione civilmente chi stona dal coro: a Natale il coro è di rigore e deve avere il sopr-avvento.
Tranquilli, che c’è anche la ciliegina per il panettone: il popolo italiano è un bravo popolo, ma ha qualche frangia spettinata che bisogna provvedere a rimettere in riga.
Sì insomma il mondo del lavoro, la solita gente : l’universo del Precariato, Ricerca, Università e Scuola; i lavoratori sottopagati e messi in regola ma solo nella forma mentre nella sostanza sono costretti ad accettare condizioni e clausole vessatorie, oppure quegli sfigati dei cinquantenni messi in mobilità con un civile calcio nel sedere e così via; frange marginali!
L’importante, insomma la ciliegina sul panettone, è che tutti quelli che vogliono protestare lo possono finalmente fare: ma in modo “civile e corretto”.
Facile: basta divulgare una mentalità civile e corretta ed indurre la disapprovazione per chi pensa di fare il furbo con cortei, cartelli, striscioni, schiamazzi, disturbo della quiete (è Natale!), manifestazioni pubbliche, appollaiamento sui tetti e sulle gru, invasione di strade e vicoli urbani o extraurbani.
Insomma viva il libero mugugno interiore e la faccina soave.
Una buona protesta civile e corretta, sarebbe approvata e convenevole per tutti, anche ai non pochi esponenti de genere “onorevole eccellenza/cavaliere senatore/nobildonna eminenza/monsignore/vossia cherie mon amour/NUNTEREGGAEPIU'”
Grazie a Dio (e a Rino) a noi il NUNTEREGGAEPIÙ ce lo avevano detto, e l’avevamo potuto ascoltare. Ma ora basta con questi disordini che creano disagio a chi vuole lavorare e studiare...
Quindi d’ora in avanti: “Avanti popolo alla riscossa corretta e civile! e dalla durata te-lesivamente efficace, sennò non vi ascolta nessuno. Chiaro?
Talchè, Signora mia, potrebbero chiudere anche il sipario perché la musica sarebbe proprio finita.
E' così che si formano le nuove generazioni?
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