chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

sabato 17 novembre 2007

No, non siamo figli delle stelle

Horror ed orrori dal mito alla cronaca

Vorrei avere altre parole da dire, da disegnare e da inventare.
Ma forse non servirebbe.
Più cerco di analizzare e capire, più sono tentata di pensare che non c'è niente da capire.
Le storie orribili e macabre sono sempre esistite.
Ma il nostro tempo, si dice, non può fare a meno di spettacolarizzarle: una verità, ma incompleta.
Un'altra verità incompleta è lo scandalo: quello che grida, che condanna, che rinnega. Quello che dice che non è possibile, che non si può accettare.
O quello mediatico, che usa stupide metafore ed ossimori idioti come "le parole sono pietre","la risposta è il silenzio assordante" o ci aspetta "dietro l'angolo" o, "in una qualche misura si può definire aberrante."
(In una qualche misura il linguaggio giornalistico è dunque imbecille? n.d.r.)
Allora partiamo da una notizia contemporanea:
Ragazza investita e decapitata da un autobus: i compagni di scuola ne filmano il corpo in agonia e la morte.
E risaliamo a notizie dal mondo degli antichi miti:
1. Madre tradita dal padre dei suoi figli li uccide, li cucina e li serve in tavola al fedifrago.
(Medea : news: da Euripide, Seneca, Ovidio e & altri in prosa, in musica e in versi )
oppure
2. Figlio uccide il padre, compie involontario incesto con sua madre che concepisce alcuni figli due dei quali si uccidono a vicenda, la madre s'impicca lui si acceca. (Edipo : Sofocle & altri in prosa, in musica e in versi)

Possiamo dire infatti che il mondo antico creava e poi spettacolarizzava questi esempi (e molti altri) proponendoli in forma di tragedia per , ipotizzano gli studiosi, arrivare alla catarsi.

Ma diamo ora un'occhiata a due realtà storiche comunemente conosciute:

1. Legislatore di Sparta, città del Peloponneso, impone che i neonati dormano all'aperto per selezionare i più forti ed eliminare i deboli e ordina che quelli portatori di handicap siano soppressi.
2. Cittadini romani assistono euforici allo spassoso spettacolo di esseri umani divorati da belve.

Non sono forse pratiche, usanze ed azioni che il mondo antico considerava legittime, lecite e legali?
Potremmo forse dichiarare che gli spartani o i romani (!) fossero incivili e barbari?
Ma restringiamo l'analisi alla storia Europea.
E' retorico affermare che in Europa l'umanità si è evoluta e la nostra cultura è approdata a convinzioni e principi fondati sul riconoscimento dell'eguaglianza? Non abbiamo elaborato nuovi fondamenti del contratto sociale e della civile convivenza?
Non abbiamo abbracciato una morale laica? Non abbiamo rispettato o convissuto in vario modo con la fede religiosa e con il cristianesimo con il quale ci si è comunque confrontati?
Se questo è vero perchè è accaduto che i comportamenti di alcuni adulti e alcuni giovani siano in netto contrasto con conquiste civili e sociali, morali, religiose ed umane che consideravamo acquisite e consolidate?
Come mai è venuta a mancare la tradizione, o meglio la consuetudine a trasmettere, valorizzare e testimoniare tutto ciò?
Noi vorremmo che i nostri giovani e i ragazzi attraversassero indenni le quotidiane esperienze visive ed emotive degli orrori reali e concreti, oppure di quelli immaginari ma iper-realistici raccontati in fiction e film, o simulati nei video più diversi nonché nei giochi e ne uscissero puri e purificati come agnellini pasquali.
Noi vorremmo convincerci che i ragazzi possano ascoltare quotidiani predicatori di fatuità indecenti, possano subire l'impatto mediatico e osservare modelli di ignoranti entità palestrate e levigate smidollati e nullafacenti ed imparare il senso del dovere, il rispetto, la responsabilità.

Non è così. Non ci illudiamo.

Qui non si tratta di demonizzare la realtà, o nell'accezione più estesa, la fiction (filmica, televisiva, scritta in romanzi, elettronica e via dicendo).
Si tratta invece di ammettere che, nella quotidiana vita famigliare, scolastica e di relazione sociale manca l'anello di congiunzione.
Manca o viene a mancare la formazione dei giovani; latitano, o sono carenti e insufficienti, l'educazione dei sentimenti, l'evoluzione culturale, la trasmissione di convinzioni morali.
Manca tutto questo e non tanto perchè non c'è tempo, non si è capaci o si è distratti.
Manca perchè non c'è il coraggio. Perchè c'è troppa pigrizia mentale e morale. Perchè si fa tanta palestra ma poca fatica, perchè non ci si mette alla prova, perchè educare è faticoso, o perchè ci vergogniamo dei nostri principi (o di quelli che avevamo ereditato dalle famiglie di tradizione) che non abbiamo o non vogliamo avere più.

Per cui, se casomai vogliamo uscirne, nessuno si può tirare indietro e ognuno deve fare la sua parte... artigianalmente.
E quanto più ci si scandalizza, quanto più pensiamo di avere una coscienza moralmente vigile e attiva, quanto più ci sentiamo distinti e separati dalla barbarie tanto più ci dovremmo impegnare.

Personalmente non mi aspetto cambiamenti a breve.
Però sono certa che questa volta è necessario ricostruire dal "basso". Infatti i cosiddetti vertici politici, culturali e sociali sono precipitati e non danno altro che cattivi esempi.
E se le risse da stadio sono un frutto dell'ignoranza e della violenza, di chi sono figli gli indegni spettacoli di senatori e deputati che, invece di seguire i principescamente remunerati lavori parlamentari, leggono il giornale, telefonano, dormono oppure gridano, si insultano, e sfiorano lo scontro personale (evitato solo per le evidenti carenze fisico-motorie)?
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