chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

domenica 28 agosto 2011

I pare(r)i di Perpetua n.4: lo sciopero del Pd e dei calciatori - di Mariaserena Peterlin

Perpetua inforca gli occhiali e comincia a leggere il giornale:I pare(r)i di Perpetua stupisce, allibisce e si fa perplessa; poi accende la tv e trova le stesse notizie, siccome è anche dotata di media telematici si attacca al pc e controlla, ma tutto combacia. Ovunque non trova che conferme. Il campionato di calcio non è decollato causa sciopero dei calciatori … “Ah!” rimugina tra sé Perpetua, “… dovrò dire in giro che non possiamo allestire il sistema per giocare alla schedina”. Poi, spigolando nelle news, trova anche altre notizie inquietanti: nel Pd cresce il fronte dello anti sciopero!D’Antona, Fioroni, perfino Chiamparino e non pochi altri sono fermamente contrari allo sciopero sulla manovra: roba da pollice verso. Non parliamo di Confindustria, ma di quella, appunto, che se ne parla a fare?
“Dunque se la CGIL proclama un sciopero che suscita perplessità e divisioni mentre i calciatori proclamano uno sciopero e scioperano per davvero, e sembrano abbastanza compatti, che sta succedendo?” prosegue fra sé Perpetua rinfoderando gli occhiali e cominciando a sbucciar fagioli per il minestrone.
“Beh, non è poi così strano”, argomenta fra sé l’arzilla, fedele e concreta animatrice della cucina parrocchiale: “Poter scioperare è, di questi tempi, un privilegio abbastanza esclusivo, un lusso non immaginabile per il popolo che ha già abbastanza ristrettezze da affrontare per poter rinunciare a una giornata di traballante e incerta paga. Dunque, visto che per potersi astenere dal lavoro occorre non essere né disoccupati né precari ed avere da parte qualche risparmio allora lo sciopero è  per i lavoratori ricchimmmmmm può darsi. Ma se è così allora i calciatori,  sono ricchi che lavorano?”
“Ecco,” conclude accendendo il gas sotto la pentola 
e rimettendosi il pareo a pois rossi intorno al collo, "questo è il vero nocciolo della questione: da quando il calciatore miliardario è considerato un lavoratore? Roba da chiodi. E' tempo di aggiornarsi.”
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