chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

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lunedì 15 agosto 2011

I pare(r)i di Perpetua n.3 - la gallina e il cuore che gronda sangue - di Mariaserena Peterlin

I PARE(r)I di Perpetua
Perpetua è inquieta. Si aggira seria e pensosa nelle sue stanze, modeste e dignitose. È una donna rispettosa della religione e le hanno sempre detto che i miracoli sono una cosa seria, e per ottener la grazia ci vuole la Provvidenza. Perpetua non ha mai dato retta a chi dice che la tal statua suda lacrime o la tal altra gronda sangue perché sa che miracoli non sono fenomeni da baraccone. Per questo lei non si è mai lasciata infilare nelle truppe di quei viaggi organizzati dove si prega a comando, si baciano acquasantiere e poi, casomai, si compra anche un po’ di pentolame assortito. Tutte balle! Buone per i gonzi da quattro soldi di cervello e due di intelligenza. Meglio restare a casa a far dei fatti e casomai a guardare la tv. Meglio dar di zappa nell’orto e dare un’occhiata alle galline che qualche uovo te lo regalano sempre.
Per lei il televisore non è un oggetto del demonio, anzi non le dispiace, quando è stanca, sonnecchiare lievemente mentre guarda qualche programma di cucina; un po’ di svago ci vuole e si impara anche una ricetta nuova. 
Ma da qualche giorno Perpetua ha visto qualcosa che non le piace per niente. 
Ecco perché è inquieta.
È successo che in tv viene replicato continuamente un filmato in cui un tale con un pezzo di moquette bordeaux in testa parla da un microfono dicendo che il suo cuore gronda sangue perché adesso mette le mani in tasca agli italiani. Perpetua si è stretta bene il grembiale alla vita e ha controllato. Nelle sue tasche ci sono le chiavi, una matita per fare la lista della spesa e i conti, un fazzoletto e un rametto di spiga di lavanda che sa di buono. 

Cosa può vuolere quel tale? Cosa le viene a prendere? Il salario che lei lo lascia nel cassetto chiuso a chiave?
Mentre rimugina queste cose Perpetua va prendere la gallina che ha ammazzato e spennato e si mette a prepararla per il brodo: "…gli tirerei il collo, come alla gallina, pensa a questi tipi col pelo tinto sulla testa che ci vengono a raccontare del cuore che gronda! Provassero a venirmi a mettere le mani in tasca! Gli spezzo le dita col battilardo! Dice che gli gronda sangue dal cuore, se gli si dà retta tra un po’ dirà che il suo amico, quello con gli occhialetti lì accanto, con la faccia da rubagalline, dirà che a casa sua ci sono anche statue che piangono. E poi quale altra balla pretenderanno di imbastire? Di andare ad inzuppare spugne e fazzoletti nel sangue che sgorga dal cuore esulcerato per vedere se si ripete (come per San Gennaro) il miracolo? Dolce Cuor del mio Gesù perdonami, ma … 
E poi perché dicono che si piangerà tutti? Ma chi", si chiede ancora Perpetua che ha lavato due gambi di sedano, pulito una carota e sta pelando la cipolla per il brodo, "chi piange davvero?" 
Errare è umano, ma dubitare pure. Ecco perché mentre pulisce il tavolo della cucina e raccoglie gli scarti Perpetua butta l’occhio su uno dei fogli di carta (che qualcuno deve aver stampato dal computer) e che lei usa  sempre per pulire i vetri prima di gettarli nella raccolta differenziata.
La carta porta una intestazione: Gazzetta Ufficiale del 13 Agosto. 
Perpetua inforca gli occhiali, si asciuga, col grembiale, la fronte accaldata dal pentolone del brodo e, sedutasi, legge:

"5. Restano esclusi dall'applicazione dei commi 3 e 4 il personale amministrativo operante presso gli uffici giudiziari, la Presidenza del Consiglio, le Autorita' di bacino di rilievo nazionale, il Corpo della polizia penitenziaria, i magistrati, l'Agenzia italiana del farmaco, nei limiti consentiti dalla normativa vigente, nonche' le strutture del comparto sicurezza, delle Forze armate, del Corpo nazionale dei vigili del fuoco, e quelle del personale indicato nell'articolo 3, comma 1, del citato decreto legislativo n. 165 del 2001.”
"Ecco qua come stanno le cose!" borbotta Perpetua, "Per quel che capisco io il tizio della tv vuole far piangere quelli come me, ma quelli come lui quando piangeranno davvero?

Stia in guardia perà, che se mi capita a tiro gli faccio fare la fine della gallina, altro che cuore che gronda sangue.
Teniamoci pronti!"

giovedì 28 aprile 2011

Royal Wedding & tv, bomba o non bomba e teste pensanti

Che i messaggi mediatici siano probabilmente negativi, se non nocivi, non me lo sto inventando io.
La sconcertante abbondanza di melassa mediatica sull’imminente Royal Wedding  (Matrimonio Reale del Principe William e Catherine Middleton) è un esempio che potrebbe valere per tutti.
Tuttavia anche se ci spostiamo nell’ambito dei programmi per ragazzi o, peggio, delle fiction, degli eventi sportivi, delle news o della stessa pubblicità cosa ci rimane di credibile e di condivisibile per non dire di istruttivo o educativo?
Il fatto è che se chi ha il potere di scegliere i palinsesti, ed il loro contenuto, ritiene che il pubblico si appassioni a quello che ci ammannisce un motivo ci sarà.
E il motivo principale è, amara verità, che siamo in troppo pochi a spegnere o a usare diversamente il televisore.
Intendiamoci: osservare è corretto e a volte necessario.
Sopportare, eventualmente, con leggerezza il royal wedding e sghignazzare sull’evento può essere oggetto d’intrattenimento.
Ma digerire tutto passivamente e fare zapping anestetico, ossia subendo e senza esercitare l’intelletto, tra bombe e non bombe (e mi riferisco a una canzone di Antonello Venditti ovviamente) mi sembra eccessivo.
E comunque, forse, non basta a fare o a dimostrare di essere teste pensanti, né a formulare utili ipotesi di futuro.

martedì 19 aprile 2011

Accendere il fuoco contro apatia, disillusione, anestesia emotiva - di Mariaserena Peterlin

Ho letto su web la riflessione di una persona che stimo molto e a cui voglio bene. Questa persona dice così: “A volte mi chiedo come sia possibile che non scoppi ogni giorno una rivoluzione. Non una rivoluzione fatta di parole e di mediocri pensatori, oramai s'è fatto tardi, ma una di quelle che oppone la carne a processi decisionali illegittimi e ingiusti. Carne. Una rivoluzione di quelle per cui la sera mi trovi ad aspettarti, con corpo e sangue, non con numeri e parole.”
Mi piacerebbe avere risposte all’altezza di questa riflessione, ma sono una persona semplice che ha solo spiegazioni parziali, semplici e da vecchio focolare. 
Quel focolare non è esistito solo nei dipinti. Mi piace immaginarlo come mito e come luogo vivo anche di esperienze narrate. Se qualcuno l’ha rappresentato per immagini è perché era anche simbolo del luogo in cui si ragionava e narrava, al riverbero della genuina fiamma rossastra del ceppo ardente nel buio della cappa piena di faville,  
La mia spiegazione da focolare è, necessariamente, sospesa tra allegoria e realismo. Io dico, fissando la mia fiamma sincera, che c’è in giro una pandemia di AAE: apatia anestetica antiemotiva. I sintomi sono: inerzia, sfiducia e lungo scontento; detti sintomi causano l’impossibilità a provare vere passioni e la sostanziale indifferenza alla propria sorte; infatti non si indaga sulle cause profonde del proprio malessere e non ci si accorge di quanto sia diffuso il contagio perché ci si adegua ad una sorte deludente ma comune (mal comune, mezzo gaudio recitava, infatti, il caminetto).  
Chi non prova passioni diventa sterile e quindi non può concepire nulla, nemmeno rivoluzioni. Le emozioni e le passioni (ed ogni nobile tensione umana) sono stati convogliati verso il privato personale oppure prudentemente, ma inesorabilmente spente.
C'è stato un tempo in cui si sfottevano i rivoluzionari imborghesiti, da salotto o sala-convegni dicendo "in caso di pioggia la rivoluzione si terrà al coperto"; inevitabilmente, copri oggi copri domani, il luogo coperto è diventato luogo privato. Nel luogo privato non si accende un fuoco comune, ma ci si accontenta di un personale plaid da ginocchia. Si esauriscono e disilludono le passioni che (eventualmente disinnescate) si vanno poi a raccontare alle defilippi, paolaperego o panicucci di turno.
Insomma la diffusione del contagio dell'AAE rende indifferenti e passivi.
Credo che, per iniziare una terapia efficace si debba ricominciare da una cura energica: la riscrittura attiva e condivisa di uno statuto morale che parli di dignità, di diritti, di bene comune. Abbiamo perso tanto tempo, e nel frattempo si fa scorpacciate di placebo; birretta con gli amici fidati, una botta di vita da w/e e via, qualche generosa manifestazione coi palloncini, tamburelli e  facce in maschera (di quelle che il vecchio Asor Rosa ha ammonito: "non sono sufficienti") magari uno spinellino sul finale, un concertone-gozzoviglia, un talk-show col predicatore-laico di turno e tutto finisce là. Dimenticavo: anche un insulto pittoresco a questo governo scarica la tensione e dà un senso di passeggero benessere, ma aggrava la malattia. Perché?
Semenzaio delle mie fragole

 Semplice: scaricare le tensioni, anestetizzare le passioni, disinnescare la ragione fa il gioco della pandemia; e soprattutto si peggiora nel caso frequente in cui "in caso di pioggia... al coperto” o anche con l'attendere con ansia la dose quotidiana di news dai media.

Perdonate lo sfogo, sono una persona semplice, e il mio mito del focolare domestico mi porta a ravvivare il fuoco, fin quando c'è legna;
 di boschi ne vedo sempre meno, ma io sono una che pianta alberi e semina fragole. Ci sono.

giovedì 10 marzo 2011

Volare nel Web, ma senza finire nella rete.

PENSARCI BENE


Stare su internet sfruttando questo megafono comunicazionale potrebbe indurci a esprimere un pensiero proprio, una personale opinione. Perché no? 
Ma non sempre è così; di solito si linka e ci aggiunge a una filiera di opinioni pre-confezionate e la riflessione sull'opinione, e su come si forma, rimane ai margini.
Dal mio piccolo osservatorio personale faccio un po' di birdwatching e mi pare che la fauna avicola: simpatica, zampettante e stagionale abbondi; qualcuno getta due briciole e il volo planato arriva. 
Mi piace, dissento, consento, rilinko, commento, condivido… rubo! 
Condividiamo, infatti, anche un lessico standard e che man mano si è consolidato.
Questo va benissimo specialmente se ci aggiungiamo qualcosa di nostro, il che non è affatto scontato.
Sarebbe utile, infatti, d’occhio l’insieme. 
I giornalisti dei media tradizionali sono spesso bravi e brillanti professionisti, i politici (di qualsiasi colore e casacca),  il premier e i leader, le associazioni di industriali e di categorie ecc ecc ci lanciano le briciole  della loro interessante e interessata presenza: è ben difficile che non antepongono l’interesse del cacciatore di consenso a quello degli uccelli: di passo, di palude, di mare, di rovo, di bosco o di voliera. 
E la nostra rete, che immaginiamo libera, diventa trappola e recinzione. 

Non sono “loro” siamo noi che dovremmo aver testa e pensiero. 
Chi, infatti, ha testa e pensiero si interroga. 
Ma chi invece sceglie di volare senza attenzione rischia di invischiarsi o di finire in gabbia dove parteciperà al cinguettante, e a volte lezioso, coro di chi si interroga sui soliti problemi dell'altro ieri, sulle mezze stagioni e l'acqua tiepida (digitale o analogica?). Allora non so quanto si meriti il nostro/mio sostegno per minuscolo possa essere.
Io spensierata, disobbedirei. E disobbedisco svolazzando guardinga.
Mentre il vento soffia. Ancora.

martedì 7 dicembre 2010

Che la protesta inizi, perché NUNTEREGGAEPIÙ.



In un società evoluta e civile e tecnologicamente avanzata, avendo ormai spenta ogni e qualunque velleità di conoscenza, in considerazione che conoscere richiede tempo e tempo non ce n’è, ci si è organizzati anche per spegnere ogni e qualunque velleità di tipo deregolamentato per creare una ordinata e costruttiva dinamica sociale politicamente corretta.
Talchè, Signora mia, anche per decidere cosa indossare o quando fare il bucato si fa un patto di stabilità con il meteo tv o con le fasce orarie dell’Ente erogatore dell’energia elettrica (che a Roma è la vecchia Acea), se e quando si vuole fare un viaggio si fa programmare il tutto compreso ad un’Agenzia e pure per sapere se si è davvero innamorati (o cornuti) si chiede alle cartomanti televisive che forniscono anche una serie di servizi aggiuntivi niente male (pietre, numeri, pratiche igieniche, sacchetti di sale eccetera eccetera).
In questa società evoluta e civile, esistono altre virtuose pratiche comunicative; il sindaco di Roma dice che apprezza Che Guevara (che se si rigira nella tomba sono cavoli suoi) gli agnelli pascolano con le volpi (vedi le recenti presunzioni di alleanze politiche) e i lupi si fanno gli affari loro oppure non esistono più.
Ma c’è di meglio: infatti tout va très bien. La dimostrazione?
Eccola: i ben pensanti o ben viventi e amanti della convivenza pacificata possono prepararsi tranquillamente al Santo Natale mescolando ai pastori del presepio le figurine di qualche boss o delinquente comune e mettere a reggere il mantello dei Re Magi Putin-Berlusconi-Merkel o sistemare Alessia Marcuzzi&Facchinetti a far capolino dietro San Giuseppe per ricordargli cos’è l’amore vero.
In un presepio politicamente corretto ci sta pure questo, mica siamo razzisti o moralisti.
E non basta, Signora mia. Siamo proprio fortunati.
In un società evoluta e civile e tecnologicamente avanzata non abbiamo più bisogno di informazioni, di notizie e di impegno giornalistico morbosamente curioso.
Allo scopo si tappano graziosamente anche i buchi delle serrature magnetiche: infatti un igienico mandato di cattura provvederà con lo zelo necessario a far cambiare direzione civilmente chi stona dal coro: a Natale il coro è di rigore e deve avere il sopr-avvento.
Tranquilli, che c’è anche la ciliegina per il panettone: il popolo italiano è un bravo popolo, ma ha qualche frangia spettinata che bisogna provvedere a rimettere in riga.
Sì insomma il mondo del lavoro, la solita gente : l’universo del Precariato, Ricerca, Università e Scuola; i lavoratori sottopagati e messi in regola ma solo nella forma mentre nella sostanza sono costretti ad accettare condizioni e clausole vessatorie, oppure quegli sfigati dei cinquantenni messi in mobilità con un civile calcio nel sedere e così via; frange marginali!
L’importante, insomma la ciliegina sul panettone, è che tutti quelli che vogliono protestare lo possono finalmente fare: ma in modo “civile e corretto”.
Facile: basta divulgare una mentalità civile e corretta ed indurre la disapprovazione per chi pensa di fare il furbo con cortei, cartelli, striscioni, schiamazzi, disturbo della quiete (è Natale!), manifestazioni pubbliche, appollaiamento sui tetti e sulle gru, invasione di strade e vicoli urbani o extraurbani.
Insomma viva il libero mugugno interiore e la faccina soave.
Una buona protesta civile e corretta, sarebbe approvata e convenevole per tutti, anche ai non pochi esponenti de genere “onorevole eccellenza/cavaliere senatore/nobildonna eminenza/monsignore/vossia cherie mon amour/NUNTEREGGAEPIU'”
Grazie a Dio (e a Rino) a noi il NUNTEREGGAEPIÙ ce lo avevano detto, e l’avevamo potuto ascoltare. Ma ora basta con questi disordini che creano disagio a chi vuole lavorare e studiare...
Quindi d’ora in avanti: “Avanti popolo alla riscossa corretta e civile! e dalla durata te-lesivamente efficace, sennò non vi ascolta nessuno. Chiaro?
Talchè, Signora mia, potrebbero chiudere anche il sipario perché la musica sarebbe proprio finita.
E' così che si formano le nuove generazioni?

lunedì 19 novembre 2007

QUESTE OSCENE AUTOPSIE SBANDIERATE


Ammettiamo pure che il diritto dovere di cronaca sia indiscutibile.
Ammettiamo anche che il diritto all'informazione sia blindato.
Ammettiamo altresì che la verità vada detta sempre.
Aggiungiamo che rifiutiamo l'ipocrisia edulcorata.
Agguantiamo il fatto e svisceriamolo pure.

Ma io credo che ci sia un limite.

L'autopsia di Meredith è una pratica indispensabile, dovuta e rigorosa.
La raccolta dei reperti, delle prove, dei frammenti, delle impronte, dei fili, dei peli, delle lievi tracce di qualunque materiale organico è un atto necessario e scientifico che nessuno si sogna di contestare.

Ma il resoconto giornalisticodelle, mi si scusi, tracce rilevate sulla carta igienica usata da un eventuale stupratore, la raccolta di frammenti e liquidi e dna sui tamponi e i prelievi effettuati su una salma già violata e straziata, ma che, un attimo prima era pure una bella, fiorente, giovane, vitale e (forse anche, come tutti i ragazzi) imprudente creatura del nostro tempo, ebbene questo ed altro mi sembra troppo.
Mi sembra morboso, violento, osceno.
Mi sembra imbecille volgarità

Si trovi, per una volta, e al più presto chi ha ucciso.
E magari si eviti che qualche collegio avvocatizio difensivo da tribunale-caimano riesca a farlo o farla discolpare.
Ma smettiamola di uccidere le vittime.


Mariaserena

domenica 18 novembre 2007

NEWS ORGANIZZATE E MEDITATE da Note cellulari


Amo le news, perchè liberan la mente

NEWS...dalla TV
1. Isola Famosi : Concorrente si arrampica. (adesso siamo tanto più felici)
2. Che tempo che fa: Aperta la sezione ARCHEO: ospiti M.Buongiorno e A.Venditti
3. GT1 : Ragazzi Basta merendine (Assestato un colpo mortale al bullismo: vogliamo proprio vedere se hanno il coraggio di rubare la torta allo yogurt della mamma salutista … !)

News ...dai Quotidiani Italiani


Napoli: Vietato di fumare anche nei Parchi in presenza di donne incinte bambini: (Il Vesuvio è avvertito)
Napoli
: Guerra contro i parcheggiatori abusivi (Non fermarsi mai, non spegnere mai il motore, lo smog è vita)
Thomas P.Schioppa : Tredicesime tagliate. (Te piaceva ‘o presepe?)


Cronaca rosa e storie d’amore : Rosy & Olli - Frasi da galera : Se per disgrazia trovano qualcosa, ti processano e ti danno l’ergastolo - dice Olindo Romano a Rosa Bazzi - se invece confessi, hai le attenuanti e il rito abbreviato. Dici la verità, che la moglie non c’entra niente ti ha fatto solo l’alibi ecc., ecc... E non becchi niente... (Te piaceva ‘a coltellata…?)