http://notecellulari.splinder.com IL BLOG DI Maria Serena PETERLIN su giovani, scuola, problematiche educative e del lavoro
Le opinioniste e gli opinionisti di tendenza evoluta e democratica e i loro confidenti o amiche ed amici in politica, nonché gli amministratori e mass-mediologi politicamente corretti non hanno le nostre stesse allarmate percezioni.
Quindi non avvertono che Roma è cambiata. Non percepiscono le frotte di rom, romeni e simili che ovviamente non lavorano, invadono autobus e metropolitane senza biglietto, si appropriano di incroci e semafori, sostano fuori dei supermercati cercando di ottenere la gestione del tuo carrello della spesa e, ubriacandosi tra un carrello e l’altro, espletano le loro funzioni corporali dove capita. Opinioniste ed opinionisti di tendenza evoluta e democratica con i loro confidenti o amici in politica, non percepiscono dunque nemmeno l’asfissiante puzza di orina che ristagna nei luoghi suddetti, non vedono squarciate le gomme dell’auto dalle bottiglie lasciate in terra (mica pretenderete che un ubriaco vada a smaltire i rifiuti nell’apposito cassonetto…) e non devono subire le insolenze dei lavavetri che, se non paghi, ti lanciano la bottiglia con tutta l’acqua contro la macchina e sotto il naso dei vigili urbani. (A proposito, Daniela Serafini, 51 anni e suocera di Francesco er pupone Tottigol, forse stanca di babysitterare i nipotini, è stata l’anno scorso assunta nei vigili; fa un figurone in divisa. Mi rivolgerò a lei la prossima volta.)
Ma queste sono solo fastidiose strane percezioni di chi, oltretutto colpevole di abitare le diffuse periferie romane, prende l’autobus o la metropolitana per motivi di studio o lavoro o è costretto ad usare l’auto. Invece le sventate e imprudenti lavoratrici su turni notturni, o quelle che escono di casa per fatti loro anche in pieno giorno, dovrebbero smettere di provocare quelle brave persone ed usare un più adeguato taxi, come fa chi frequenta le redazione dei quotidiani o i seminari in Ateneo o si adatta a partecipazioni e comparsate in tv e consulenze in Campidoglio; in questo modo eviterebbe di infastidire i nuovi padroni di Roma. C’è solo un piccolo problema: i tassinari romani non si avventurano ovunque e rifiutano le corse dirette alle zone che considerano a rischio. Perché anche loro hanno strane percezioni e ne hanno abbastanza di violenze e rapine.
Chi, al contrario, abita nell’ex prestigioso centro storico ha la percezione di non poter dormire nottetempo e fino all’alba, però in compenso è allietato da risse e cori multietnici (teppisti italiani inclusi), da stereo a tutto volume sotto le finestre, da gente che si attacca ai campanelli e citofona bestemmie e parolacce, da gruppi di percussionisti fai da te eccetera, da prostituzione e spaccio con tossici in azione ecc; anche loro i nuovi padroni di Roma e questa volta la percezione è by night. Ma al mattino ci lasciano generose donazioni in cocci e deiezioni, cartacce e resti di cibo vomitato.
Quanto sei bella Roma…
Inoltre, a Roma, c’è la delinquenza percepita chez soi; ossia quella che ti strangola in casa per rapina.
Per non farsi mancar nulla c’è anche un aumento degli investimenti dei pedoni sulle strade, percezione on the road. E le vittime non hanno colore o nazione; muoiono e stop.
«Qui siamo dimenticati da Dio e dagli uomini, lo scriva, lo scriva» dice una signora che abita in zona La Storta a un giornalista di Repubblica.
I giornalisti scrivono e stanno sulla notizia: ma poi perché “dimenticano”?
E cosa ha fatto Veltroni in questi lunghi anni? E cosa fece a sua volta, prima di lui Rutelli?
Hanno spalancato le porte della città alla percezione della violenza.
Che non scherza, nemmeno allo stadio: percezione sportiva.
Nemmeno negli pseudo-murales in realtà vandalismi allo stato brado e che nulla hanno a che fare con la graffiti art: percezione spray
Anche perchè i delinquenti (di qualsiasi origine) vandalizzano e insozzano, molestano e violentano, rubano e rapinano, accoltellano e uccidono davvero.
Sappiamo tutti che queste cose accadono (in misura comunque minore) anche altrove; ma attenzione la differenza sta tutta in questo particolare.
Altrove ACCADONO a Roma invece si PERCEPISCONO.
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chi sono
Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.
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mercoledì 23 aprile 2008
giovedì 10 gennaio 2008
Nidi e Scuole Materne - Fioroni attacca Moratti: ed è subito fumo
FIORONI TUONA CONTRO MORATTI: ed è subito fumo
Curioso e tempestivo l’eroico furore di Fioroni contro Moratti.
Curioso e tempestivo l’eroico furore di Fioroni contro Moratti.
Curioso, tempestivo e pro domo sua.
Da cosa e da dove parte l’educazione alla legalità per Juan Miguel, Ken Evan, Pinto, Shane Chathuka, Kesha, Kahadija, Mohamed, Jahin?
Chi mai si sognerebbe di negare a questi fanciulli il diritto alla scuola?
E infatti i nomi dei bimbi che ho trascritto sono leggibili, insieme a tanti altri, negli elenchi delle graduatorie definitive degli ammessi ai Nidi d’Infanzia 2007-2008 del Comune di Milano.
Anche una lettura veloce (ma assai istruttiva) degli elenchi evidenzia la percentuale spesso superiore al 50% di bimbi non italiani. E l’elenco è bellissimo, e preso così fa allegria. Io immagino con tenerezza quei piccolissimi frequentanti tutti diversi e tutti uguali che giocano insieme nel nido.
Ma ci sono anche gli esclusi. E ce ne sono sia tra i nomi e cognomi stranieri sia, molti, tra quelli italianissimi. Il nido è certamente un diritto di tutti i bambini di tutte le famiglie che ne hanno necessità o che lo considerino importante per i loro figli.
L’ottusità impedisce di capire, la strumentalizzazione gonfia e fa confusione, l’arroganza solleva comodi polveroni che nascondono la verità.
Letizia Moratti ha il coraggio delle decisioni scomode e dell’immagine non accattivante.
Ma non è lei che esclude i bambini dal nido.
I nostri bimbi, (figli e nipoti) sono esclusi regolarmente da graduatorie comunali che non riescono ad accoglierli tutti.
Non ci sono abbastanza nidi e scuole materne, questa è l’odiosa verità.
E le famiglie escluse si debbono caricare la spesa delle scuole private, questa è l’amara realtà. Famiglie non abbastanza “povere”, madri non abbastanza “lavoratrici”, coppie non abbastanza disastrate si vedono negare il nido. Una realtà che dura da anni.
Senza che il dottor eclettico Fioroni abbia battuto ciglio né piegato il pincenez per buttar l’occhio sulle graduatorie.
Ora Moratti fa un’azione di anti-immagine ed è anche troppo facilmente contestabile.
La conseguenza è che pomposamente si sciorinano tutte le intrepide crociate dei nullafacenti, di quelli che parlano solo per essere approvati, e annuiscono solo per essere ricambiati.
Moratti ha tentato di restituire legalità ad una situazione già di per sé odiosa e difficile. Tutti sanno che evasori organizzati e lavoratori in nero risultano nullatenenti indipendentemente dalla nazionalità ed entrano più facilmente nelle graduatorie: ma parliamo comunque di una guerra tra poveri.
Nessuno neghi il nido, la scuola materna e quant’altro serve a una serena crescita dei bambini. I bambini sono un tesoro di tutti. Non accorgiamocene solo quando si tratta di dire belle frasi come queste a pronto effetto.
Ricordiamocelo anche tutte le volte che i riflettori non si accendono dai salotti mediatici e dai canapè country delle amiche del cuore.
E ricordiamocelo per tutti i diritti di tutti i bambini: compresi di quelli che crescono a Pianura, tra miasmi (che puzzano) e diossine (che uccidono).
La scuola non è sacra solo quando fa comodo.
E poi smettiamola con questo lessico dal sacrestia anni cinquanta: la scuola non è sacra; è un elementare ovvio diritto anche per una coppia (italiana o non) da 1500 euro al mese guadagnati in due: mutuo/affitto, vitto, spese, debiti, medicine e affini compresi (a cui aggiungere spericolatamente la retta scolastica privata).
Fioroni si rimbocchi dunque le maniche invece di minacciare e sbraitare vanamente.
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