chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

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venerdì 7 ottobre 2011

Alla libertà e al futuro - di Mariaserena Peterlin

foto di Mariaserena


Al futuro

L’anima si ripiega
e in silenzio si chiede
se, secca ogni parola,
non convenga il silenzio.

Replicare al banale
rintuzzare l’ottuso
rispondere al volgare ciarlare
oggi in uso ecco il dubbio:
conviene?

Oppure forse è meglio
che si scelga un silenzio
più burbero d’un tuono
che attenda a fulminare
più chiuso d’una vena
d’acqua profonda e tersa
che attenda di sgorgare?

Nel dubbio ascolta i suoni
l’anima dubitosa
di musica a cascate,
riscopre quei colori
stracci di fine estate.

Chi giudica e s’indigna
sceglie il rumore ed alza
una bandiera o insegna?
Ma cosa rappresenta
un grido o uno sbeffeggio
che impreca al male e peggio?

Chi tace e pensa al dopo
invia segnali chiari,
tracce segnate appena
su un’erba o su un’ondata
di mare in libecciata:
orme di una stagione
che fu la nostra estate
colorata di rosse
bandiere appassionate
dal lavoro e il pensiero
e non da un tanfo nero.

giovedì 29 settembre 2011

Comma ammazza blog


Comma ammazza-blog: un post a Rete unificata #noleggebavaglio

Aderisco all’invito di valigiablu a diffondere lo stesso post come segnale di protesta contro il comma 29, il cosiddetto ammazza-blog. Pubblico dunque, come molti altri nella Rete, l’articolo di Bruno Saetta che spiega con precisione perché questa norma sia inaccettabile.
Continua a leggere … sul blog di Andreas Formiconi. Grazie.

mercoledì 27 luglio 2011

C'era una volta l'indiano comanche - di Mariaserena




Come mi piacevano quei film
americani naturalmente,
dove i cattivi
erano sempre
nella tribù degli indiani comanche.
Detti anche i comanci.
Era così bello sapere
che la cavalleria dei soldati blu
sarebbe arrivata a sconfiggerli.
Era così bello stare col cuore in gola,
in ansia, in tensione di bambini
e infilando la lingua
nella caramella charms,
di quelle col buco,
aspettare che con lo zucchero
finisse anche la storia.
Come era bello che il capitano
stringesse la mano all’indiano buono,
baciasse la sposa
e passasse in rassegna glorioso
la truppa impolverata
e le bandiere a colori,
a poche stelle e strisce
ventogarrenti e vincenti.
Com’era bello sapere
che i cattivi traditori
gli infidi crudeli
dai coltelli insanguinati
dall’animo nero
erano tutti là
nella tribù degli indiani comanche.
Detti anche i comanci.

Oggi non so più dove cercare i cattivi
e, dalla mia siepe, spio l’orizzonte
sperando
nella benignità provvidenziale
di un cielo che si fa nuvoloso,
di un vento che sia respiro della terra
come il risveglio di un bambino.
Altro non spero.


mercoledì 1 dicembre 2010

IL MANIFESTO DI PINOCCHIO di Mariaserena Peterlin

il manifesto di Pinocchio



Ti amo, Pinocchio.
Pezzo di legno piallato, sbozzato,
intagliato e levigato a puntino.
Vestito con la carta a fiorellini,
col cono di mollica sulla testa
ti tuffi nella vita a gamba lesta,
ma ancora molto prima
di diventare un perfetto bambino
tu non sei stato mai
soltanto un burattino.

Ancora molto prima d’esser fatto
la tua era una voce di protesta
ed hai inventato, creato e immaginato
sol per cambiare questa vita in festa.
Non sei solo bugie dette a dispetto
di quell’ingenuo ed umile Geppetto.

Hai cercato di correre e fuggire
via dalla convenzione educativa:
dal grillo predicante ed impiccione
che parla solo per aver  ragione,
da quell'abbecedario tutto regole
da studiare legandosi alle seggiole.
Te ne sei andato per scoprire il mondo
e respirare con il naso al vento
qualcosa che assomigli a un cambiamento.

E della fuga ha preso il buono e il brutto:
un mangiafoco che acchiappa bambini,
la volpe e il gatto che rubano quattrini,
dei dottori che ti fanno la festa,
una fatina dalla faccia mesta,
e un bel compagno che odiava i paraocchi
in cerca del paese dei balocchi.

T’ho amato e t'amo
amico mio Pinocchio.
Col naso all’aria e la veste di carta
è proprio in te che cedono i sofismi
e i cultori di antichi anacronismi.

Leggero, saltellante, galleggiante;
pauroso, sorridente o mentitore
non sei un pezzo di legno
ma d’amore.



sabato 20 novembre 2010

COLTIVARE PER DOMANI di Mariaserena Peterlin

ROSA ROSAE



Coltivo una nuova rosa
sul solito balcone
E’ una rosa imprudente
che sta sbocciando, rossa,

e sembra indifferente
alla pioggia battente.
Una rosa ostinata
una rosa sfacciata:

svolge i petali ardenti
contrastando i segnali:
oppone resistenza
e segnala speranza.

Rosso cupo il suo petto
(per un battito netto)
verde oscuro la foglia
(avanti! anche a dispetto).

E sotto il cielo grigio
per questa nuvolaglia
assorbe pioggia e vita.
Son certa che non sbaglia.

sabato 16 ottobre 2010

Coltiva la rosa rossa - di Mariaserena Peterlin



Coltiva la rosa rossa, quella del fuoco e della libertà, non solo quella amata dai poeti.
Poeti illanguiditi da sentimenti d’amore.
L’amore non è cogliere quella rosa, ma coltivarla.
Coltiva una rosa rossa, coltivala e falla crescere.
Coltiva una rosa rossa, lascia che la sua anima singolare e unica sbocci libera al sole.
L’anima fanciullesca è come quella rosa.
Guardala crescere con rispetto e prudenza.
Non costringerla con legacci, non sospingerla verso vecchie mura, non tagliarne mai i boccioli.
Coltivala alla luce e lasci che cerchi il suo orientamento.
Sostienila, irrigala, dalle spazio.
Coltiva la rosa rossa.
La vedrai chiusa e avvolta dai suoi sepali verdi, poi la vedrai lentamente svolgere i petali così come una ragazza che si asciuga i capelli al sole dipanandoli con le mani.
Coltiva la rosa rossa e lasciala brillare come fuoco.
Non fartene vanto.Non sarà mai tua.
Da lei altre rose nasceranno e il suo fuoco continuerà ad ardere.
Alto e libero come un grido, come un respiro profondo.
Così dev’essere.