chi sono

Sono Maria Serena, ho insegnato letteratura italiana. Oggi scrivo e sono qui per riflettere, dialogare raccontare. I miei interessi sono rivolti alla comune condizione umana, anche quella raccontata dalla letteratura. Vorrei partecipare alla costruzione di un pensiero nuovo e diverso, fondato su radici antiche, che riconosca uguaglianza e giustizia a tutti.

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venerdì 7 ottobre 2011

Alla libertà e al futuro - di Mariaserena Peterlin

foto di Mariaserena


Al futuro

L’anima si ripiega
e in silenzio si chiede
se, secca ogni parola,
non convenga il silenzio.

Replicare al banale
rintuzzare l’ottuso
rispondere al volgare ciarlare
oggi in uso ecco il dubbio:
conviene?

Oppure forse è meglio
che si scelga un silenzio
più burbero d’un tuono
che attenda a fulminare
più chiuso d’una vena
d’acqua profonda e tersa
che attenda di sgorgare?

Nel dubbio ascolta i suoni
l’anima dubitosa
di musica a cascate,
riscopre quei colori
stracci di fine estate.

Chi giudica e s’indigna
sceglie il rumore ed alza
una bandiera o insegna?
Ma cosa rappresenta
un grido o uno sbeffeggio
che impreca al male e peggio?

Chi tace e pensa al dopo
invia segnali chiari,
tracce segnate appena
su un’erba o su un’ondata
di mare in libecciata:
orme di una stagione
che fu la nostra estate
colorata di rosse
bandiere appassionate
dal lavoro e il pensiero
e non da un tanfo nero.

sabato 24 settembre 2011

LA DIDATTICA ORTODOSSA



Nuovo anno scolastico. Si inizia a duellare con la fantadidattica ovvero con la didattica ortodossa.
La fantadidattica funziona come il fantacalcio. Le squadre virtuali vengono pianificate a tavolino. Si stabilisce chi starà all’attacco, chi starà in difesa, i portieri ed anche i centrocampisti. Nella testa la formazione ideale, quella vincente. E si decidono anche i voti che verranno assegnati a ciascun giocatore. Ed ecco che è subito pronta la pagella. Bonus e malus prendono vita.
Valutazione della performance di ciascun giocatore in campo: x punti per ogni gol segnato, per ogni rigore parato o subito … per ogni espulsione, per ogni ammonizione… Elenco inesauribile…
Fatti velocemente i conti, si può passare alla tabella di conversione dei punteggi: si va per tot. E se la fantasquadra perde, suvvia, si tratta pur sempre di un gioco.
La fantadidattica si nutre di fantametodologie, di fantalibri, di fantaindicazioni, di fantacurricoli, di fantaobiettivi, di fantavalutazioni, di fantapensiero, di fantaparole per descrivere le fantapratiche da tenere care o da cestinare… Miliardi di fantaparole per dire solo del fantabuono e del fantabello. Beati i buoni artefici del fantabuono e del fantabello. Quasi tautologico. E beato il potere a cui piacciono oltremisura i buoni artefici del fantabuono e del fantabello.
La didattica del fantabuono e del fantabello per organizzare e gestire fantaclassi perfette. Ma la classe reale non è fantabuona e non è fantabella e non possiede nemmeno i fantabisogni che i buoni artefici credono di vedere.
Quando l’offerta è maggiore della domanda, l’unica risposta possibile è nella creazione di fantabisogni.
Fantadidattica all’insegna di vecchi riti di iniziazione. Decrepiti rituali, vecchi di un quarto di secolo, spacciati per brillantissime innovazioni. La fiera del vintage nei mercatini dell’usato.
Carte e protocolli ortodossi, “buoni” fino alla fine del mondo o finché piacerà al potente di turno.

Fermina Daza